Protezione Civile Aradeo

V.E.R.A. “Vito Pellegrino”

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Attività

aib Antincendio Boschivo (A.I.B.)

Le attività di antincendio boschivo svolte dai volontari sono complesse e di fondamentale importanza, in particolar modo durante il periodo estivo. Gli operatori devono essere abilitati con corsi teorico-pratici, riconosciuti presso il Corpo Forestale dello Stato o presso i Vigili del Fuoco, e successivamente aggiornati annualmente.
Principalmente si suddividono in due parti: Avvistamento e spegnimento.
La prima parte di avvistamento può essere effettuata su torrette o luoghi strategici con ampia veduta (fisso), o con automezzi in servizio nelle zone maggiormente esposte a rischio incendi (mobile).
L'avvistamento è una fase preventiva molto importante in quanto può prevenire o limitare i danni degli incendi nel periodi di maggiore pericolosità.
La seconda parte viene effettuata con automezzi ed attrezzature idonee alla portata degli incendi. Le nostre squadre possono operare su superfici da estinguere di qualsiasi dimensione, autonomamente o in supporto ai Vigili del Fuoco.
L'attivazione viene effettuata dalla Sala Operativa della Protezione Civile. La segnalazione del cittadino deve essere effettuata tramite i numeri di emergenza 115 e 1515.
La maggior parte degli incendi, secondo delle statistiche, sono di natura dolosa, molti invece divampano a causa della negligenza e disattenzione di contadini, passanti e turisti.
Secondo gli ultimi dati del Corpo Forestale dello Stato, negli ultimi anni la lotta agli incendi boschivi ha ridotto l'area di superficie bruciata ogni anno, ma numerose aree, in particolare quelle dove cresce la tipica macchia mediterranea, simbolo del Nostro territorio, sono state distrutte dal fuoco provocando danni inestimabili al patrimonio ambientale.
Durante il periodo estivo si invita ciunque visiti le aree boscate a rispettare le semplici regole per evitare la propagazione di un incendio boschivo.
aib
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aib Eventi metereologici emengenziali

Il rischio idrogeologico, legato al fattore acqua (idro: pioggia e corsi d'acqua) e terra (geo: suolo, roccia, detriti), è determinato dalla probabilità del verificarsi di un evento catastrofico naturale come l'alluvione, la frana e la valanga, dannoso per l'ambiente e per l'uomo. Normalmente l'evento idrogeologico è la conseguenza di un fenomeno climatico (pioggia, neve, ecc.) di eccezionale portata e intensità che in particolari situazioni ambientali provoca dilavamento, trascinamento di roccia e fango con tracimazione di corsi d'acqua dei bacini idrici delle dighe e - al limite estremo - erosione e cedimento degli edifici, dei ponti, delle vie di comunicazione e delle infrastrutture.
Le attività effettuate sono di previsione e monitoraggio all'interno del territorio comunale, prima e durante eventi atmosferici straordinari come forti o lughe pioggie, raffiche di vento, temporali, gelate e nevicate eccezionali.
Dai danni che ne possono derivare, ovvero crolli, frane, allagamenti, black-out, etc le attività di ripristino delle condizioni di vita normali sono eseguite dalle nostre squadre con eventuali collaborazioni delle squadre regionali e dei Vigili del Fuoco, su tutto il territorio pugliese, attivate e coordinate dalla SOIR.
idro
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aib Supporto Soccorso Speleologico

Le attività di soccorso speleologico sono in supporto al nucleo SAF (Speleo Alpino Fluviale) dei Vigili del Fuoco e le tecniche che si intendono adoperare sono in supporto nelle operazioni di ricerca, recupero di persone, animali o oggetti in ambiente impervio.
Attualmente vengono utilizzate tecniche di discesa e risalita su corda per intervenire in grotte, pozzi, cisterne e dirupi e occasionalmente utilizzate nelle ricerche di dispersi o scomparsi.
Viene seguita una rigida formazione per la messa in pratica delle tecniche di discesa, risalita e recupero persona a persona.
speleo
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aib Logistica

Tra le diverse definizioni, la logistica si può ricondurre in un insieme di attività organizzative, gestionali e strategiche che consentono di amministrare diverse tipologie di eventi dov'è prevista una consistente partecipazione di individui. Gli eventi per eccellenza, che richiedono la massima organizzazione, sono quelli calamitosi come ad esempio terremoti ed alluvioni, nei quali è fondamentale pianificare lo spostamento di materiali, la distribuzione dei servizi, e tutti i generi di prima necessità tali da prestare alla popolazione servita le condizioni normali di vita.
Sebbene non esistono dei veri e propri corsi di formazione per l'apprendimento delle nozioni di logistica, che certificano l'effettiva abilitazione a carattere Regionale o Nazionale, attività di addestramento sono effettuate periodicamente da tutti gli operatori, le quali richiedono, oltre alla preparazione all'uso della attrezzature messe disposizione, come ad esempio tende da campo e cucine mobili, le capacità di gestire un congruo numero di persone, in base alla grandezza o alla gravità dell'evento.
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Previsione, Prevenzione e Monitoraggio

La conoscenza del territorio e delle soglie di pericolo per i vari rischi costituisce la base, oltre che per le attività di previsione, per definire gli stati di attivazione - attenzione, preallarme e allarme, per i rischi prevedibili, a cui corrispondono determinate procedure nella pianificazione di emergenza.
È compito delle componenti di protezione civile, ai vari livelli, individuare gli interventi utili a ridurre entro soglie accettabili la probabilità che si verifichino eventi disastrosi, o almeno a limitare il possibile danno. Tra queste azioni è fondamentale l’informazione alla popolazione e l’indicazione dei comportamenti da adottare in relazione ai rischi di un determinato territorio. Come previsto dalla legge n. 265 del 1999 è competenza del Sindaco - quale prima autorità di protezione civile - informare la popolazione sulle situazioni di pericolo per calamità naturali.
Programmi di previsione e prevenzione. I programmi di previsione e prevenzione sono lo strumento per individuare le priorità di intervento e i tempi con cui attuare azioni di protezione civile, in funzione della pericolosità di un evento, della vulnerabilità del territorio e della disponibilità finanziaria. Il Dipartimento della Protezione Civile dà linee guida per la preparazione dei programmi di previsione e prevenzione, sono poi gli enti locali, in particolare le Province e i Comuni, a metterli in pratica con attività di previsione e interventi di prevenzione.
Le attività di prevenzione vanno dall’individuazione dei rischi del territorio alla realizzazione di sistemi per ridurre il rischio. È il caso, ad esempio, della classificazione sismica del territorio italiano che ha permesso di delineare le norme antisismiche per la costruzione degli edifici.
Piani di protezione civile. I programmi sono il presupposto per la definizione dei piani di protezione civile, cioè le procedure operative da attuare quando si verifica un evento in un determinato scenario. I piani di protezione civile sono distinti per rischio e riferiti ad aree specifiche del territorio italiano. Al Dipartimento compete la pianificazione di emergenza per eventi "attesi", che per natura ed estensione richiedono l'intervento degli organi centrali dello Stato. Le Regioni danno linee guida per la preparazione dei piani provinciali per gli eventi di tipo b, e i Comuni predispongono i piani per eventi di tipo a, a seconda dei rischi del loro territorio. In base a quanto previsto dalla legge n. 100 del 2012, i piani comunali di protezione civile devono essere redatti entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge, e periodicamente aggiornati.
Informazione, formazione ed esercitazioni. Uno degli aspetti centrali della prevenzione è sensibilizzare la popolazione sui rischi del territorio, su cosa fare in caso di pericolo, e su come agevolare i soccorsi durante una calamità. A questo proposito il Dipartimento della Protezione Civile promuove campagne e attività di informazione, anche con la collaborazione di altre istituzioni e associazioni.
Il Dipartimento promuove anche attività di formazione, in stretta collaborazione con gli enti territoriali per favorire la crescita di una “cultura di protezione civile”. Le attività sono rivolte al volontariato, ai "livelli territoriali competenti" cioè regioni, province, comunità montane e comuni e alla scuola.
Anche con le esercitazioni si realizzano attività di prevenzione perché vengono valutate l’efficacia e la validità di un modello di intervento per fronteggiare un’emergenza, i piani, le procedure decisionali e la gestione dell’informazione. Le esercitazioni vengono promosse ad ogni livello del Servizio Nazionale, e quando organizzate dal Dipartimento prevedono anche il coinvolgimento di altri paesi.
Con la legge n. 100 del 2012 – che va ad esplicitare le singole attività di prevenzione volte a evitare o a ridurre al minimo la possibilità che si verifichino danni conseguenti agli eventi – per la prima volta si parla chiaramente di allertamento, pianificazione, formazione, diffusione della conoscenza di protezione civile, informazione alla popolazione, applicazione della normativa tecnica e di esercitazioni.
sensibilizzazione
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